11/09/07

PRESENTAZIONE


La parlata qui trattata è (o meglio era) quella di Venàs di Cadore, paese della storica Chiusa, porta verso l'Oltrechiusa e Ampezzo e bivio per Cibiana e Zoldo.
Un tempo Venas era a capo della Centuria che da Suppiane-Giau (appartenenti a Valle), arrivava fino a Cibiana, Zoppè e Cancìa di Borca, comprendendo quindi anche Vodo, Vinigo e Peaio. Attualmente Venas è Frazione del Comune di Valle (Provincia di Belluno).

Desidero dedicare questo lavoro ai miei compagni di giochi, il fratello Angelo e la cugina Anita, entrambi prematuramente scomparsi. Voglio anche ricordare i miei "insegnanti" di "cadorino" (la parola "ladino" in verità è una superfetazione recente), mia madre Rosa Dall'Asta e mia nonna Bettina De Bernardo; mio padre Adalberto per i termini di caccia, di montagna e dei gelatieri di Germania.

A scopo di controllo, tenendo conto delle differenze, uso per la parte più ladina i testi di Vincenzo Menegus Tamburin "Il Dialetto nei Paesi Cadorini d'Oltrechiusa" ed. 1978 ISAA - Firenze, e di Gemo Da Col "L'Idioma Ladino a Cibiana" ed. 1991 Nuove Edizioni Dolomiti - Pieve d'Alpago, e per la parte più veneta il volume di Enzo Croatto "Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo" ed. 2004 Fondazione Cini - Reg.Veneto - A.Colla Editore. Ho potuto inoltre consultare, grazie al prof. Alberto Toscani, una tesi di laurea del 1943 di Rosetta Palmieri sul dialetto di Venas. I documenti da essa raccolti e segnalati, qualora riportati nel Blog, saranno indicati con la sigla R.P.-1943.


OCCASIONALMENTE SARANNO TRATTATI ANCHE ARGOMENTI DI ATTUALITA' LOCALE, ANEDDOTI, BREVI NOTIZIE STORICO-GEOGRAFICHE.

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NOTE GENERALI:

(La seguente grafia sarà gradualmente modificata a favore della Grafia Ladina Unitaria)
1)
a) Il suono "th", caratteristico del cadorino, (detto dai linguisti "fricativa interdentale sorda", corrispondente all' inglese di think) e l'altro suono, "dh", ("fricativa interdentale sonora", corrispondente all' inglese di father) vengono resi rispettivamente con ž e con đ. [Ma successivamente, nel Glossario, la /th sarà indicata con ŧ]
b) Vengono segnalati gli accenti aperti e chiusi
lettera e - aperta: è (di bèl) - chiusa: é (di iniére)
lettera o - aperta: ò (di gròs) - chiusa: ó (di puóro)
c) Il diagramma (doppia s) ss viene usato per indicare la cosiddetta "fricativa alveolare sorda" [s] in posizione intervocalica, come nella parola "móssa" (mosca). Tale digramma non indica, come invece avviene in italiano, un suono doppio.
La combinazione s-c indica la successione della "fricativa alveolare sorda" [s] e della "affricata palatoalveolare sorda" [c], come nella parola "s-ciavo" (schiavo).


2)
Non verranno generalmente presi in considerazione i neologismi di origine italiana e italiano-veneta, escluse ovviamente le voci che sono rimaste per tutti inalterate dal latino (es. cura) e quelle prese dal veneto classico (es. comodo sior). Nelle traduzioni dall'italiano al dialetto, qualora manchi o si sia persa la voce dialettale, onde evitare detti neologismi, ricorrerò alla voce arcaica più probabile. Quest'opera di recupero non è infrequente anche per lingue ben più importanti di questa, vedi il tedesco dell'800 che fu espurgato dei suoi moltissimi francesismi. In alcuni casi, sceglierò tra due forme arcaiche sicuramente esistenti: (ad esempio oggi si dice solamente dopo, ma la Palmieri riporta daspò e mia nonna diceva dapò; userò a volte quest'ultima). Similmente, qualora per una voce si abbiano due voci dialettali, preferirò quella considerata grammaticalmente più corretta, anche se meno usata. (es. tra sógo e dógo da duià (giocare) sarà preferita la seconda).

3)
I Post contenenti dizionari saranno, per quanto possibile, aggiornati e ampliati. Nei post tematici, accanto alle parole dell'argomento, verranno riportate quelle usate nelle frasi di esempio.


Venas, 1° agosto 2007
Giancarlo Soravia "Capòto"


10/09/07

GLOSSARIO ITALIANO - LADINO CADORINO (VENAS)





Inizio a pubblicare un glossario ITALIANO - LADINO (VENAS). Le sue caratteristiche sono le seguenti:

1) Il glossario è compilato nella versione ITALIANO - LADINO, perché, a mio parere, questo può aiutare maggiormente i giovani (e non solo) a ricordare le vecchie espressioni dialettali, sempre più in disuso nel linguaggio odierno. (Ho aggiunto recentemente anche la versione LADINO - ITALIANO:
http://archivioladin-venas.blogspot.com/2007/09/glossario-ladino-cadorino-venas.html )

2) Per alcune voci, ad esempio "angelo", sono riportate le varie dizioni, a partire dalla più antica, àndol, a àngel, e omettendo l'attuale, "angelo", che evidentemente non è più ladina. Per altre voci, come "giglio", viene riportata la dizione originale dél (plurale déi), e quella attuale, "giglio". Esistono poi alcune rare voci, definitivamente scomparse, come pulchèrla (bella), che sono presentate a scopo solamente storico, con l'indicazione (arc.) = arcaico.

3) Ho aggiunto delle frasi idiomatiche, che intendo possibilmente ampliare. In corrispondenza di certe voci, verranno inserite brevi annotazioni storiche, aneddoti curiosi, scritti in italiano o in dialetto. Recentemente ho aggiunto brevi biografie di personalità di Venas del secolo scorso.

4) Lo scopo della presente raccolta inizialmente era quello di presentare le parole più comuni o più caratteristiche, ma con il procedere del lavoro è stata notevolmente ampliata la gamma delle parole. Particolare attenzione verrà data agli avverbi e alle forme avverbiali antichi, di cui noto la quasi totale scomparsa e sono inclusi alcuni termini caratteristici della lavorazione degli occhiali. Vi sono, in misura crescente, varianti di parole di altre località cadorine. Verranno anche gradualmente riportati i nomi dialettali dei paesi e delle borgate del Cadore e delle vallate vicine.

5) Per le voci descritte dettagliatamente in altri miei Post, es. casa, chiesa, famiglia, verrà inserito, alle voci medesime, un link di rimando.

Giancarlo Soravia “Capoto”



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ABBREVIAZIONI E NOTE

A-B

C-D

E-F

G-I

L-M

N-O

P-Q-R

S

T-U-V-Z

APPENDICE I (PAROLE DI INCERTO SIGNIFICATO - TESTI E SITI CITATI)

APPENDICE II (NOTE GRAMMATICALI)

APPENDICE III (DATI ANAGRAFICI E DECORAZIONI DEI CADUTI DI VENAS)

APPENDICE IV (SEGNI DI CASA DELLE FAMIGLIE DI VENAS)


Per i nomi delle piante della provincia di Belluno, ho completato (14/3/2009) la pubblicazione del manuale dell'Ispettore Forestale Pietro Soravia del 1877 "Tecnologia Botanico-Forestale della Provincia di Belluno". Nell' APPENDICE del Blog è riportato lo straordinario numero di varianti, in Provincia, dei nomi delle piante registrato dall'autore:
http://blog-cadorin-books-pietrosoravia.blogspot.com/2009/02/appendice.html
Ho poi aggiunto una II^ APPENDICE, che è il medesimo elenco di cui sopra, però ordinato secondo il nome italiano delle piante:
http://blog-cadorin-books-pietrosoravia.blogspot.com/2009/02/ii-appendice_02.html


ARTICOLI PIU' LETTI SU ALTRI BLOG DELL'AUTORE: LA FINE DEL DISTRETTO CADORINO DELL'OCCHIALE (e dei patrioti)
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/05/la-fine-del-distretto-cadorino_14.html
RIEPILOGO DELLE ATTIVITA' DEL SETTORE DELL'OCCHIALERIA NEL COMUNE DI VALLE DI CADORE (BL) E NOTE INEDITE SULLA "LUXOTTICA CADORINA"
http://blog-cadorin-books-pietrosoravia.blogspot.com/2010/06/riepilogo-delle-attivita-di-occhialeria.html

03/09/07

IL CORPO UMANO



tèsta = inv. vìs,vìso = viso. faža = faccia. fažàda = faccia (spreg.). ciavéi = capelli. pelentrìn = capelli radi. réie, réce = orecchie. vóie, òci = occhi; bàle dei - (globi oculari). palpiére = palpebre. žéve = ciglia, sopracciglia. nàs = naso. snarìže = narici. bócia = bocca. auriéi, aurèi, làveri = labbra. dandìe, dendìe = gengive. dènto (pl. dènte) = dente. palòte = denti incisivi. lénga = lingua. mentón = mento. sbèssola = mento sporgente. ganàssa = guancia. pomèi = zigomi. sòn (m.) = tempia. còl = collo. ciópa = coppa. gargàta = ugola. càna del fià = trachea. braže = braccio. comedón = gomito. conóia = polso. màn = mano. palmìn = palmo. diédo = dito. pùpola = polpastrello. còste = costole. schéna = schiena. panža = ventre. lombrižón = ombelico. la natura = organi genitali. = deretano. culàte = natiche. iàmba = gamba. galón = coscia. denóio, denòcio = ginocchio. ciadìa = caviglia. pè, pié = piede; còl del - = collo del piede. óngia = unghia. lesùra = articolazione. žervèl = cervello. žerveléto = cervelletto. palmói, polmói = polmoni. cuór = cuore. spiénda = milza. vessìa = vescica. budèi, budèle = budella. coradèla = fegato. ménua, glandola = ghiandola. medól = midollo. sàngo = sangue. pèl = pelle. piélo = pelo. lìntime = lentiggini. mùscol (pl. mùscui) = muscolo. crosèra = osso sacro. rognón = rene. grén = grembo.


móe = muovere. avé = avere. brontolà = fare rumore. stravalicà = slogare. calvìa = misura di capacità per cereali. scàrmol = esile. èga = acqua. rós = rosso/rossi. fisonomìa = fisionomia.


Stènto a móe la conóia.
T'as an pè scàrmol.
Avé na testa come na calvìa.
Ei le budèle che brontoléa.
Bàgnete al sòn co l'èga.
L'a sèmpre le man inte grén.
Ei sempre i piéle de la barba che s'incàrna.
Me son stravalicà na ciadìa.
Al s'a róto doi còste.
Tàiete chéle ónge, che te le as cóme chéle de Biadàro.
T'as i pomèi dute rós.
No t'as né cuór né coradèla.
L'a na fažàda che no me piàse.
A Roma se vede bòne ciópe.
L'e na fisonomìa che cognósso.


FENOMENI E MALATTIE DEL CORPO


starnudà = starnutire. masteà = masticare. rotà = ruttare. sbutà = sputare. spadeà = sbadigliare. suióže = singhiozzo. grìsol (pl. grìsui) = brivido. schìta, mòssa = diarrea. fióra, fèbre = febbre. gomità, voltà su = vomitare. paparòto = sputacchio. snìta, sniròco = moccio. scoredà = scoreggiare. làgrema = lacrima. matèria = pus. corvusuò = acidità di stomaco. èga de cuór = rigurgito. bùfola = brufolo. pòr = verruca. crùcol, brògnol = bernoccolo, ciste. secatrìže = cicatrice. ciàl (f.) = callo. vessìa = vescica. catolìže = solletico. carità = callosità del gomito. buganže = geloni. sfendadùre = fenditure alle mani causate dal freddo. fantìa = rimbambimento degli anziani. mal de la piéra = calcoli alla vescica. al mal = la malattia. nèssa = inedia. pèrsa = stanchezza. gòs = gozzo. inžèndego = forte dolore alle mani causato dal freddo. varòle = vaccinazione antivaiolosa. sgrànfo = crampo. malèssa = malessere. parpaiòla = forfora. panariže = patereccio. tós = tosse; - pagana = pertosse. mal de la lùpa = polifagia. gràussa = raucedine. pèl de pita = pelle d'oca. insònio = sogno.

avé f(r)iédo/ciàudo = aver freddo/caldo. èsse san / malà = essere sano /malato. avé fàme / siéde = avere fame / sete. rìde = ridere. piànde = piangere. indormenžàse = addormentarsi. dessedàsse = svegliarsi. peurà = lamentarsi. dì de còrpo = andare di -; son dù ladìn = sono andato [di corpo] con facilità. (Ladìn, nel significato originale, voleva dire semplicemente facile). papužà = masticare male (per mancanza di denti). inavànte = avanti. ienì = venire. iavà = cavare. sfregolàsse = fregarsi. brusór = bruciore. incalcàda = compressione. débol = debole. puóro = 1) povero; 2) avere un aspetto malaticcio (anche sconì). formìe = formicolìo. strafumà = sudatissimo. pàca = colpo. duó= dolere; duole. déme = gemere. debòto = quasi. imbugà = fare indigestione. repelìsse = rimettersi. lénde = leccare. polìto = bene. mùs = somaro.


L'e a la fantìa.
Al mal al va inavànte.
L'a 'n grun de mal.
Ei fàto al gòs a ciamàte.
Par al suióže l'e da bée èga e žucro.
Ei ciapà la nèssa (la pèrsa).
L'e sempre là che 'l ridužéa.
Scoréda, mùs.
Se l'a sentù déme duta la nuóte.
I e de raža débui de polmói.
Me són indormenžà sul sofà.
Sfregolàsse le man.
Mastéa polìto !
M'èi (me son) debòto sofeà. M'èi (--) incucià.
(per cibo andato di traverso).
M'èi (--) imbugà.
Te sos duto ....puóro ....sconì.
Son dù a fèime iavà al sango.
Me son informià al braže.
M'e ienù... la gràussa. ...na vessìa inte le man. ...le buganže.
Ei ciapà na pàca inte 'l stómego.
Ei corésto massa e me fa mal la spiénda.
Te sos duto strafumà.
Me duó la tèsta.



02/09/07

UN MODELLINO ECCEZIONALE


Oggi 2 settembre a Davestra (Frazione di Ospitale, che si trova però non sulla destra, ma sulla sinistra Piave), per l'annuale Festa delle Còrnole, era esposto un eccezionale modellino funzionante (in scala 1:20) della famosa "sega veneziana", che era in realtà cadorina.

Il modellino è in grado di segare longitudinalmente dei tronchetti di legno, rispettando alla perfezione tutti i meccanismi originali. L'artista costruttore della medesima è il Sig. Remo David, (Via Lagole 44, Calalzo), il quale mi ha fornito alcune informazioni sulla storia della sega medesima e del Cidolo, quest'ultimo già brevemente da me descritto nel Post "Vie di terra e di acqua". Le notizie del David sono ricavate dal libro di Gianni Pais Bechèr e Ada Martello "Segni nelle Dolomiti Orientali" edito dalla Comunità Montana Centro Cadore.

La prima sega mobile e automatica del mondo, azionata ad acqua, fu ordinata nel 1665 da un veneziano e realizzata in Cadore. Venne utilizzata, per quasi 300 anni, per segare tàie (tronchi) e trasformarle in brée (tavole). Nel solo 1875 passarono per il Cidolo di Perarolo 260.000 tàie, e le 132 seghe che lavoravano lungo il Piave a valle di Perarolo allestirono in quell'anno 3.800.000 brée, trasportate con le zattere verso la pianura veneta. Oltre a 30.000 tràe squarade (travi squadrate) che venivano però eseguite, se troppo lunghe, a mano, e trasportate via terra. I lavoranti nelle segherie si distinguevano in segàt (a Venas: segàte), capi, e segantìn, operai.

Una zattera era composta da circa 20 tàie, e ciascuna portava circa 25 mc. di legname.


25/08/07

LA CHIESA


Nota: In questo ambito, esistono relativamente poche voci dialettali. Vengono quindi quasi solamente presentate queste ultime.


Dio = inv. Nostro Signór = Il Signore. Ièsu Cristo, Iesù, Gesù = Gesù. La Madòna = Maria Vergine. La Césa = La Chiesa. Pàsca = Pasqua di Resurrezione. Al Vèndre Santo = Il Venerdì Santo. Nadàl = Natale. I Mòrte = Tutti i Santi. La Madòna de Agósto = L'Assunzione. L'Assenssión = L'Ascensione. cristiàn = cristiano. Andol, Angel = Angelo. prèe, prève = prete. pioàn = pievano. mónego = sagrestano. cherichéto = chierichetto. Batìdo = Battesimo. Crésema, Crésima = Cresima. Comunión = Comunione. Confessión = Confessione. Oio Santo = Estrema Unzione. Ordin Sacro = Ordine -. Matrimonio = inv. crós = croce. segnà = fare il segno (della croce). batidà = battezzare. benedì = benedire. véa = vigilia. oražion = orazione. Apòstol (pl. Apòstui) = Apostolo. miràcol (pl. miràcui) = miracolo. vèspro = vespero. funžión = funzione. rogažion = rogazioni. prèdica = omelia. diàu = diavolo. poržessión, prožessión = processione. funeràl = funerale. Al Dì del Iudìžio = Il Giorno del Giudizio. La Remissión dei Pecà = La Remissione dei Peccati. La Ressurežion de i Mòrte = La Resurrezione dei Morti. La Vita Etèrna = inv.


= 1) andare 2) dire. tuói = prendere. ciantà = cantare. arguà = arrivare. ciàsa = casa. convertì = convertire. dòia, ghirlànda = corona di fiori (dei funerali). duto = tutto. na rèquia = un requiem. molà le campàne = sciogliere le campane a Pasqua; (era usanza bagnarsi in questa occasione gli occhi con l'acqua, usanza riportata un tempo presente anche presso gli slavi). dedùn, deiùn, dijùn = digiuno. Andoléta = Angioletta (nome femminile).

Cuàn pàsselo al prèe a benedì le ciàse ?
Cuàn vas-to a confessàte ?
Dì a tuói la comunión.
Dì a ciantà vèspro.
I coscrìte i ghi a fato na dòia.
Te me somée al pioàn da Damós.
Dì su na rèquia. Dì su le oražión.
Iùda l'a vendù 'l Signór par trènta monéde de ardènto.
Iesù l'a fàto 'n grun de miràcui, testimoniàde anca dai Romàne.
Pilato l'a fàto de duto par salvà Nostro Signór, ma i Iudèi no i a volésto salvàlo.
Convertì i ebrèe e i mussulmàne.
Doménega argùa al Vescovo a dà la Crésema.
La poržessión del Corpus Domini.
I a portà l'oio santo a Rosa de nène Andoléta.
L'e de comunión.
Sènte che i a molà le campàne, bàgnete i vóie.
La Véa de Nadàl.
La Véa de la Madòna d'Agosto dedùna anca l'aužèl del bosco.


24/08/07

LA FAMIGLIA


fuó = anticamente: nucleo familiare. faméa = famiglia. pare = padre. mare = madre. fiól = figlio. fìa = figlia. fardèl = fratello. sorèla = sorella. neódo = nipote. nèža, neóda, = nipote (f.). nòno = nonno. nòna = nonna. bàrba = zio. nène = zia. missiér = suocero. madòna = suocera. dèndre = genero. nòra = nuora. cugnà = cognato. darmàn, cujìn, = cugino. darmàn dréto, primo cujìn = primo cugino. darmàn in secónda, secóndo cujìn = secondo cugino. pupo = neonato. riédo = bambino, ragazzo. dóvin = giovane. dovanòto = giovanotto. tós = giovanotto, celibe. tósa = signorina, zitella. domèl, gemèl = gemello; (domelìn = gemellin-o/i). òn = marito. fémena = moglie. parìn = patrigno. marìgna = matrigna. fiàstro = figliastro. fradelàstro = fratellastro. sorelàstra = sorellastra. òrfin = orfano. setemìn = settimino. i pàre, i vèce = gli antenati. sàntol = padrino. brussón = scapolo.


nàsse = nascere. muorì, morì, tirà i scarpéte = morire. maridà = sposare. gréva = incinta. parlàsse = frequentarsi. inprométese = fidanzarsi. intrigàsse = impegolarsi. dì d'acòrdo = andare d'accordo. béte su = iniziare. prèe, prève = prete. fameàta = famigliaccia. ienì fòra = discendere. arlevà = allevare. an grun = molto. pàs = pace. conduói = sempliciotto. po' = dopo. apède, insiéme = insieme.


L'a betù su faméa.
No se puó maridàsse par incontentà 'l prée.
Chi dói i se parla.
Al s'a intrigà con una maridàda.
L'e na bèla faméa.
No i va massa d'acòrdo.
L'é na faméa an grun de césa.
L'e na fameàta.
In faméa i e dute che laóra.
La faméa Dall'Asta la ién fòra da 'n ramo storto dei conti Guastalla (Gonzaga de Mantova).
Balcón vèrto e portón serà mancén la faméa in pàs.
(traduzione di un proverbio zoldano).
L'a arlevà su polìto chi fiói.
Elo n'arlevàda che l'a fato !
Al Signór al fà i conduói e po' al li béte insieme.
Pì che nemìghi i era fardiéi.
No se puó fèi fiói e fiàstre.
L'e du a stà apède una da Peèi.


23/08/07

UN RACCONTO

Riporto, tradotto in cadorino di Venas, un piccolo brano di un libro scritto dal mio amico Luigi "Jijeto" Boni "dei Mòglie" di Caralte, dal titolo "Real Homo Vivendi", in cui narra la storia della sua vita, e in particolare della sua deportazione in Germania quale militare italiano sbandato dopo l' 8 settembre 1943 e della sua prigionia fino alla fine della guerra, tenuto sempre, tra i maltrattamenti, come lavorante coatto. Nonostante tutte le sue domande ed appelli, e nonostante "goda" solo della pensione minima INPS, nessun indennizzo gli è stato mai riconosciuto, nè dal Governo tedesco, nè da quello italiano.


......metà anni '60, Amburgo:

................


Me són dessedà dapò de carche dì inte 'n liéto de ospedàl, duto confusionà; me són levà su ancora mal iniambà e m'èi invià vès la porta. Són du de fòra senža che nissùn me fermàsse. L'èra an gran spiažo vérdo, e d'intórno l'èra duto serà su, alóra són montà sóra la spaltàda e són corésto vès la botéga. M'avèo vargognà an grun de come che m'avèo comportà e me són serà de inte a pensà de quanto porogràmo che ero stà. In dute i mòde l'èra passada anca chésta, e èi scominžià da nuóvo n'autra ventùra. Pian pianéto me son repelì ma èro ancora inrabià par avé perdù la tèsta par na sfondràda de una. Dèo sempre a le Auctión e comprèo duto chél che me podèa dì ben par tornàlo a vènde. Passèo spés par le botéghe dei taliàne e ghi ofrìo argo che podèa servìghi, ma no avèo an gran vantàdo. An dì un l'e ienù de corsa inte botéga par dìme che l'èra fuó inte 'n autra stanža, ònde che l'èra al magadén dei ociài; son corésto fòra de spirón batù parché avèo là anca 'n ciàn, ma 'l fuó, con duto chél materiàl de plàstica dei ociài, inte póco tempo l'avèa brusà duto. Imbòta dapò l'e arguà anca i pompiér, che i a destudà 'l fuó. La Kripo la m'a cuestionà e l'a fato al verbàl. L'a testimonià a mè faór chél òn che m'avèa avisà. Par fortuna che èro assicurà; dapò d'avé controlà duto, l'assicuražión la me a pagà 52000 marche, cussì èi podésto pagà fòra dute i puff che avèo in Italia e m'e restà de sorapì chél par regolà 'l magadén e la botéga. Ancóra al dì d'incuói no sèi rèndeme cónto de come che ève podésto ciapà fuó 'l magadén. In dute i mòde la vita la dèa inavànte.

....................


Luigi Boni


22/08/07

CANZONETTE AMOROSE

Queste sono due canzonette amorose tratte dalla tesi di Rosetta Palmieri del 1943. Non sono in grado di sapere se siano originali o meno, in quanto vi sono (nella prima) degli evidenti venetismi, segnati nelle note. Sono comunque documenti notevoli, perchè testimoniano anche una produzione poetica cadorina.



Cuàn che pàsso e te sos su la porta
Parché córesto inte imbòta ?
No son mia an orco da béte spavento
Oh, parché as-to paura de mi ?
----------Non te sas che èi perso la pàse
----------Che sospiro par ti nuóte e dì
----------Che èi la testa pì ciauda del forno
----------Su! resòlvete a dirme de sì.
Su! resòlvete a farme feliže
Su! destrìghete a dàrme parola
Sarèi sempre costante a ti sola
Vogaremo al batelo d'amor.



Nota i venetismi: pase, dirme, farme, darme, vogarémo al batelo d'amor. Ho corretto alcuni errori che credo di trascrizione.

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Inànte che làsse voi, mè dolže amore,
Ei da vede i monte a caminà
Al de là de esse quaranta oto ore
E l'a de piera da deventà al mar.
----------E se chesto amor nol sarà viéro
----------Dal žiel a da ienì al nieve nero
----------E se duto chesto nol podarà ienì
----------Inànte che lasse voi, èi da morì.



Note: "Al de là de esse quaranta oto ore" = "Non passeranno quarantotto ore". In questa canzone non si notano venetismi, le parole che si discostano dal dialetto, amore, nero, sono forme dettate dalla rima.



21/08/07

VIE DI TERRA E DI ACQUA


via = inv. tèra = terra. èga = acqua. strada = inv.; - a bissabóa (- a tornanti). stradón = strada principale. strénta = vicolo. piàža = piazza. piažoléta = piazzetta. piažaròto = abitante, frequentatore della piazza. vià = viale. trói = sentiero. lùda = canalone. riva = salita. svoltàda = curva. tornichè = tornante. mulatiéra = mulattiera. salèra = traccia profonda lasciata dai veicoli (es. su neve battuta). rìsina = condotta fatta con tronchi d'albero (tàie) per il trasporto delle medesime dal bosco. 1) telefèrica = inv. salòta = condotta d'acqua in legno. saledà = selciato. žàpola = orma.= rio. la Buóite = il torrente Boite. la Piàve = il fiume Piave. la Canàl = lo stretto corso del Piave da Perarolo a Termine. róa, bóa = smottamento, frana. brentàna = piena del fiume. menàda = fluitazione del legname. menadàs = lavoratore addetto alla fluitazione del legname. žatèr = zattiere. židol = cidolo, chiusa mobile per la fluitazione del legname. 2)

= andare. fenì=finire. arguà = arrivare. ienì = venire. sautà = saltare. iàra = ghiaia. bonìssima = escremento. béte = mettere. inànte = prima. = piede. lióda = slitta da carico. ciària = carico. varsór = fendineve. spés = spesso. vèrde = aprire. žapìn = zappa a becco ricurvo per agganciare e spostare i tronchi d'albero sul terreno. langér = lunga lancia con punta e becco ricurvo per agganciare e spostare i tronchi in acqua; - da cuèrto (lancia simile costruita per togliere le scandole del tetto durante gli incendi). Pararuò = Perarolo. ciamà = chiamare. ciavàl = cavallo. mancià = mancare. debòto = quasi. nìa = niente. inte = dentro (Cibiana: inže). an grun = molto. sos-to = sei tu. insaržà = pronto. drežà = raddrizzare.


1) Note sulla risina:

Condotta fatta di tronchi d'albero per portare a strada grandi quantità di tronchi (tàie) da località prive di collegamenti. La sua costruzione richiedeva abilità e tecniche particolari, oggi perdute. Il lancio dei tronchi era accompagnato da grida convenute. La discesa doveva essere seguita da posizioni di sicurezza, perchè era possibile la fuoriuscita di tronchi se questi prendevano troppa velocità. Sui tratti con lieve pendenza dove gli stessi tendevano a fermarsi, bisognava bagnare con acqua. A lavoro ultimato, la risina veniva mano a mano demolita, smontando i tronchi e facendoli scendere, partendo ovviamente dall'alto. Vedi la voce risina sul Glossario.

2) Note sul cidolo:

Chiusa artificiale mobile (si poteva alzare e abbassare) per la fluitazione del legname, fatta con robuste traverse di legno e con grossi pali verticali (bordonài), in modo da permettere sempre il passaggio dell'acqua. Quando era abbassata, i tronchi, che erano stati scaricati nel fiume, venivano trattenuti. Essa veniva messa in funzione nelle stagioni di acqua alta (brentane), in primavera e autunno, per le cosiddette "menàde". Gli addetti erano chiamati "menadàs", provvisti di un arnese speciale, detto anghiere (andiér, angér, langér), di scarponi con ferri (grìfe), e provenivano quasi tutti da Caralte. I tronchi, fatti passare per un apposito canale (ròsta), venivano prima suddivisi e accatastati proprietario per proprietario (ogni tronco era stato contrassegnato mediante il "fer da ségno" con un marchio di riconoscimento individuale detto "marèla"), poi venivano fatti proseguire, o per le vicine segherie a acqua, o per la pianura, con zattere e carovane di zattere, condotte dagli zattieri (žatèr). Gli zattieri provenivano in maggioranza da Codissago. Il porto naturale del Cadore era Perarolo. I cidoli erano soggetti a periodiche distruzioni per piene eccezionali. Furono definitivamente demoliti con la costruzione delle dighe di Valle e Sottocastello, nell'immediato dopoguerra, e finirono anche le professioni di zattieri e menadàs.


La via romana (via règia) la passèa par Valesìna, che la era famosa par i sò mulìn.
Son arguà a pè da Žolde, èi fato la foržèla.
Inante, inte stradón, ei betù 'l pè inte na bonìssima.
Par strada se dréža le ròde del ciàr.
I a scarà iara su par al vià.
Là 'n òta l'era 'n trói, adès no l'e pì nia.
Son ienù dó co na lióda de légne par la lùda de Fisterna.
Le prime màchine i le ciamèa le "carože senža ciavài".
I'a 'ncora da passà col varsór, e 'l stradón l'e duto pién de salère.
"Ienì
inže che son blocàde" (appello di cibianesi bloccati dalla neve)
Ghi e mancià la présa col žapin e la tàia la ghi e partida.
Un da Peèi al s'a copà; ghi e arguà sora la ciària de la telefèrica.
An grùn de taie le e sautàde fòra de la rìsina.
L'e du a fenì inte rù.
I menadàs i ienìa debòto dùte da Codissago.
I menadàs i caminèa via par sora le tàie inte l'èga come nìa. L'era an mestiér an grun pericolòs.

sós-to debòto insaržà ?

A Pararuò i a vèrto al bèl "Museo del cidolo e del legname":
http://www.galaltobellunese.com/rete_museale/museo_cidolo.html

A Codissago l'e an àutro bel "Museo degli Zattieri del Piave" :
http://www.museozattieri.it/Ita/Home/Default.html


20/08/07

LA CASA


ciàsa = 1) casa; 2) cucina. cosìna = cucina. cosinéta = 1) piccola costruzione a volte presente accanto a fienili lontani dall'abitato; 2) piccola cucina. spažacosìna = sbrattacucina. foghèr = tipico focolare aperto in pietra. larìn = focolare a nicchia. bràndol = alare del focolare. spolèr = cucina economica (tedesco: Sparherd); plòta del - (piastra di cottura della --); žércui, žérci (i suoi cerchi di apertura); feréto (asta per muovere detti cerchi). legnèra = 1) mobile da cucina per la legna; 2) legnaia. cardènža = credenza. panèra = madia. iažèra = ghiacciaia. tòla = tavolo. caréghe = sedie. scagnèl = sgabello. lavandìn = lavandino. lùse = lampada. siòlo = pavimento. panaruó = spianatoio per il pane. žendre = cenere. garmàl = grembiule. (i) pežòte = (le) presine. piàte = piatti; - dréte/- fónde. scudèla = scodella. cortèl = coltello. pirón = forchetta. cuciàro = cucchiaio. cuciarìn = cucchiaino. fòrfis = forbice. ciàža = mestolo; - foràda (schiumarola). raminèla = piccola pentola di rame. brondìn = pentola di bronzo. lavieže = paiolo di bronzo. calderìn = paiolo. farsuóra = padella. forminànto = fiammifero. falìssa, falìa = favilla. canevàža = canovaccio. ciadìn = catino. fèr da sopressà = ferro da stiro. masenìl = macinino (del caffè).

càmbra = camera da letto. lìéto = letto. laterài = comodini. comò = cassettone. paión = pagliericcio. sdramaže = materasso. lenžuó = lenzuolo. cuèrta = coperta. cuertór = copriletto. antimèla = federa. suiamàn, sugamàn = asciugamano. mónega = scaldaletto a barchetta, che si metteva sotto le lenzuola con un braciere con bronže. matonèla = scaldino costituito da un mattone o pietra refrattari, infilati in un sacchetto di stoffa.

stùa = soggiorno. taulìn = tavolino.

cèsso = 1) gabinetto interno; 2) locale aggiunto alla casa (con superfetazione) con o senza sciacquone (a tonfo); 3) piccolissima costruzione esterna (condóto) adiacente alla casa, sempre a tonfo.

ciàneva = cantina. lessivèra = liscivaia. ciaudiéra = calderone. želèi = vano per il formaggio.


èga = acqua. fuó = fuoco. udór = odore. freschìn = odore lasciato da alimenti, es. pesce, uova. scoà = scopare. sfreà = bruschinare. ingurià = ingorgare. suià = asciugare. pestà = spaccare. stanuóte = stanotte. iažà = gelare. frìde = friggere. boì = bollire. cuóse = cuocere. brustolà = abbrustolire. invidà = 1) invitare; 2) avviare (il fuoco). adià = aiutare. taià = tagliare. nìa = niente. sarvìse = 1) servizi; 2) servizi di rigovernatura della cucina. lavadùre = acque di rigovernatura. dontà = aggiungere. riédo = ragazzo, bambino. magnà = mangiare. vèrde = aprire, apri. fiodrà = foderato, rivestito. lén = legno.

Tirà fòra 'l žéndre dal spolèr.
Tirà fòra de cèsso.
Ero su inte càmbra.
Adìeme a tirà i lenžuói.
Sùieme do i piàte.
Chésto cortèl no 'l tàia nia.
Va a pestàme su dói légne.
Ei ciamà na fémena che la iéne a sfréame su 'l siòlo.
Stanuóte s'a iažà l'èga.
S'a ingurià 'l lavandìn.
I a na bèla stùa, duta fiodràda de lén.
L'e 'n udór da fride (da brustolà).
Chésta scudèla la sa da freschìn.
Fen boì
(riferito scherzosamente al the).
Vao a tuói dói fràsse par invidà 'l fuó.
Son drìo cuóse la minèstra.
L'e da fèi i sarvìse.
No stà bucià inte massa legne, che no ciàpe fuó 'l camìn.
Son tomà dó dal liéto.
Dónta su èga, Catina, che chi riéde i magne.
Ei cambià dute i lenžuói.
Vèrde la porta de želèi.


19/08/07

TERMINI BOTANICI


abisinžio = assenzio
ài = aglio; rèsta de - (treccia di -)
àier = acero
àmol (pl. àmui) = tipo di prugna

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18/08/07

LA FAUNA

agnèl = agnello
ànda = biscia d'acqua
aquila = inv.
armelìn = ermellino
audòla = capretta
aužèl = uccello

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17/08/07

ESPRESSIONI VARIE


Quella che segue è una rassegna di espressioni e di locuzioni, che vanno dall'arcaico [contrassegnato con (arc.)] al moderno.
Le due locuzioni riportate di paesi vicini (Vinigo, Cibiana), vengono segnalate con il nome del paese.

.........LEGGI TUTTO:


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02/08/07

FILASTROCCHE, DETTI BUFFI

I MES (R.P.-1943)

Ienarón dai dènte lònge,
Februarùto pèdo de dùte,
Maržo l'a comprà la pelìža a sò mare,
Aprile piande e ride,
Màio viéste ciampe e prài,
Iunio vèrde la stala e cambia 'l grùgno,
Lùio porta a ciàsa le biàve,
Agosto, no te ciàpa 'l sol, calà inte 'l bósco,
Setembre, la nuóte e 'l dì se béte in sèmbre,
Otobre, studiéve, dènte, a tirà inte, che chéla bianca la e presto cà,
Novembre, ien S. Andrea, al poržèl l'e su la bréa,
Dežembre, inte filò 'l corléto girarèi, e stópa e lana filarèi.

FUNERAL

Din Delelòn,
l'e morto chél òn,
via par chi prà;
se le vivo lassélo là,
se le mòrto portélo in cà.
Codarós porta la crós,
panteàne sòna le campane,
le talpìne fa la bùsa,
i grì scuèrde sù,
e i fa curucucù.

I DIEDE (R.P.-1943)

Diedolìn, sposalìn, códa lònga, raspa piàte, maža peduóie.

Chésto l'e du inte la Buóite, chésto 'l a tirà fòra, chésto 'l a portà a ciàsa, chésto l'a fato la panàda, chésto 'l se la magnàda.

AL S'CIO' (R.P.-1943)

Còrno, còrno, grù,
béte fòra quatro còrne,
un a mi, un a ti,
un a la vàcia che a da morì,
e un al podestà,
se no 'l ien fòra co la manèra a te mažà.

CONTA' (R.P.-1943)

Fasón cordón,
cordón de San Francesco,
la bèla stéla in mèdo,
la faže 'n sàuto,
l'in faže 'n àutro,
la faže la penitenža,
la faže la reverenža,
la sère i vóie,
la bàse chi che la vó.

DOGO BILINGUE

Al frate l'a pèrso le žavàte,
Chi le ha trovate ?

LA SCOLA

ABC co 'l cu de ràsa,
tòlte 'l libro e scàmpa a ciàsa.

L' ECO

"Come se fàlo a fèi ròba ?"
L'eco respònde:
".....ròba".

SARACA MISTERIOSA

- sfondraménto d'aniéi

MODE DE DI' (R.P. -1943)

L'a le fassìne scaràde.
Bucià le porte fora par le finestre.
Esse in còrno e crós.
Me ién l'èga de cuór.
Piande al mòrto.
L'e argo sóte.
Ciapà na burta piéga.
Dì co le bòne.
Mal sagomà.
Dì a dormì come le pite.
Al dì de San Bin, al trentasié de Mai.
Doi òte mède.
Inte 'n véde no véde.
L'a voltà fòra de tèsta.
Al me a fato sautà su la chechìna.
Al me tòl la vita.


22/06/07

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